Buon compleanno, bellezza

In occasione di quello che sarebbe il 95esimo compleanno di Marilyn Monroe pubblico un pezzo che ho scritto molti anni fa.

Perché Marilyn Monroe è diventata un mito?
Perché “sapeva” usare i media. Perché ancor più dei politici, ancor più di John Kennedy che pure non se la cavava male, ha saputo usare i media, con tutta se stessa, immolandosi infine per loro.

Pare parlasse spesso di Marilyn Monroe in terza persona. Comprensibile visto che ciò che faceva di lei Marilyn Monroe era qualcosa di talmente forte da esserle quasi estraneo, come il genio di Mozart. Si parla del genio come di un dono divino, infatti.
E qui, en passant, si spiega la vera entità del genio, che è colui condannato suo malgrado alla propria natura.
Norma Jeane Mortenson era fatta per i media con tutta se stessa, perciò innanzitutto e banalmente con il proprio corpo e con il proprio viso, che erano modellati per la camera. Ma ancor di più con la vita che sapeva infondere alle fotografie che le scattavano, con la naturalezza che aveva nel parlare con l’obiettivo, e chissà che cosa ci vedeva in quell’obiettivo, che la induceva a illuminarsi così.

Ora, qui non si tratterà di decidere se è più bella Marilyn Monroe o è più bella Jane Russell o è più bella Brigitte Bardot. Anche Brigitte Bardot era bella più che mai. Ma Marilyn Monroe era un genio. Era superiore. Era altro. Se ciò che rende arte un’opera è la vita che ne sgorga, Marilyn Monroe era di diritto un’artista nella misura in cui ogni sua epifania era pregna di vitalità e verità.
Ma non è tutto. La sua istintiva capacità di usare i media e di manipolarli, la sua natura profondamente estroflessa, e quindi profondamente manipolatrice perchè bisognosa di una risposta, era assolutamente all’avanguardia. Perché nessuno ne aveva bisogno quanto lei.

1954 (Baron/Getty Images)

E ha precorso i tempi, questi nostri tempi straboccanti di gente che parla parla parla. Sapeva di poter mobilitare l’opinione pubblica con uno sguardo o con un’allusione. Sapeva di poter fare la guerra agli Studios – di poter lei da sola fare la guerra agli Studios – concedendo un’intervista, come successe per il suo ultimo film Something’s got to give, per il quale venne licenziata e, dopo l’intervista a Life, riassunta.

Sapeva che il suo potere, che derivava dal nulla e non era ereditato né conferito da alcuna autorità, era un potere enorme: noi comuni mortali lo stiamo capendo solo adesso skippando stories su Instagram quanto sia enorme quel potere. Lei lo maneggiava già con scaltrezza, irrimediabilmente intrappolata tra i due necessari poli opposti del vivere, il bisogno di vivere (di Marilyn Monroe) e l’incapacità di farlo (di Norma Jeane Mortenson).

Ma tutto questo si paga in termini di pazzia e ancor di più in termini di potere, e non c’è neanche troppa differenza. È quindi normale e fisiologico (anche se mai si potranno perdonare gli assassini) che sia morta giovane: è sopravvissuta Marilyn Monroe ed è morta Norma Jeane Mortenson, che a un certo punto ha avuto definitivamente la peggio perchè la forza del sogno era diventata devastante.



Pubblicato da Fedefunk

Per lavoro scrivo di viaggi, nel tempo libero viaggio con i film

3 pensieri riguardo “Buon compleanno, bellezza

Scrivi una risposta a wwayne Cancella risposta