The Bad Guy usa ritmo, frammentazione e inquadrature spiazzanti per dialogare con i social, reinventando il racconto mafioso tra serialità, cinema e cultura digitale.
Archivi della categoria: Visioni seriali
Matthew Perry, Chandler Bing e Friends
Nell’autobiografia di Matthew Perry pubblicata dalla Nave di Teseo emerge tra le righe un confronto doloroso con Chandler Bing, alter ego positivo e irraggiungibile.
Un paio di considerazioni su Wanna e sulle docuserie
Wanna su Netflix è voyeurismo senza sfumature: condanna facile, nessuna problematizzazione. Il confronto con SanPa è impietoso e inevitabile.
Una squadra e gli scherzi di montaggio di Procacci
Una squadra non è soltanto un documentario sulla Coppa Davis 1976: attraverso il montaggio delle interviste, Domenico Procacci costruisce una riflessione su regia, memoria e racconto storico.
Marco Bellocchio e Aldo Moro: un ripassino prima di vedere Esterno notte
Perché Marco Bellocchio continua a tornare su Aldo Moro? Da Buongiorno, notte a Esterno notte, il regista legge il caso Moro come tragedia politica, familiare e cinematografica.
Da Federico I di Prussia a Gus Fring in due passaggi
Dalla storia tedesca la possibile origine storica del nome di Gale Boetticher, uno dei personaggi più affascinanti di Breaking Bad.
My two cents su Ted Lasso
Più che i buoni sentimenti di Ted Lasso, mi interessa il modo in cui la serie guida lo spettatore. E se la sua più grande qualità fosse anche il suo limite più evidente?
Physical, il lato dark degli anni Ottanta
Gli anni Ottanta di Physical non sono quelli che ricordiamo, ma quelli che continuiamo a immaginare. E Sheila Rubin è la loro perfetta dark lady: osservata da tutti, perseguitata soprattutto da sé stessa.
Persone normali, romanzo e serie tv
Dietro la tormentata storia di Marianne e Connell si nasconde un meccanismo narrativo di rara pulizia. Persone normali è uno di quei libri che si leggono come romanzi e si studiano come manuali di scrittura.
Dalla famiglia Loud a Euro2020
Nel 1973 una famiglia americana si lasciò osservare dalle telecamere mesi prima che esistessero i reality show. Ma la vera domanda non è che cosa le telecamere abbiano registrato: è che cosa abbiano cambiato.