Stanley Kubrick e la parola scritta

È vero che gli anglosassoni prestano meno attenzione all’ortografia rispetto a noi (un noi generico), ma fa così strano leggere tanti errori negli appunti scritti da Kubrick: ecco un aspetto su cui non era ossessivo e ultraprecisetto, ma anzi piuttosto trasandato. Del resto ricordo clamorose discontinuità nel montaggio di una scena di Barry Lindon proprioContinua a leggere “Stanley Kubrick e la parola scritta”

S. is for Stanley

Il fuori scena di Kubrick è Emilio D’Alessandro. Uno che sulla carta con Kubrick non c’entra niente: di Cassino, emigrato a vent’anni a Londra, con il suo metro e 65 di ossa e denutrizione infantile, l’italico profilo adunco e i capelli corvini impomatati. Tutti a questo mondo abbiamo un talento, il più delle volte ilContinua a leggere “S. is for Stanley”