Il primo carrello

Questo filmato di 44 secondi venne realizzato a Colonia nel settembre del 1896 da François-Constant Girel, uno degli operatori che i fratelli Lumière sguinzagliavano a fare riprese in giro per il mondo, ed è considerato la prima inquadratura in movimento della storia del cinema. Girel lo girò mentre stava viaggiando su una barca lungo ilContinua a leggere “Il primo carrello”

Arrivederci Saigon, di Wilma Labate

Su Raiplay c’è un documentario di Wilma Labate intitolato Arrivederci Saigon che racconta una vicenda cui si fatica a credere: è la storia delle Stars, una ignota band musicale femminile toscana che alla fine degli anni ’60 venne inopinatamente spedita in Vietnam per qualche mese a suonare per i soldati Usa. Ogni aspetto di questaContinua a leggere “Arrivederci Saigon, di Wilma Labate”

Un paio di considerazioni su Wanna e sulle docuserie

Ho letto impressioni positive, almeno finora, sull’ultima docuserie italiana di Netflix, Wanna. Non sono d’accordo, e non conta il fatto che me la sia bevuta in una sera senza interruzioni. Conta cosa mi ha lasciato. Il voyeurismo è un piacere ma se si risolve in una sveltina vale quel che vale. Qual è il problemaContinua a leggere “Un paio di considerazioni su Wanna e sulle docuserie”

Una squadra e gli scherzi di montaggio di Procacci

Intervistato da Mattia Carzaniga per Rolling Stone, Domenico Procacci ha minimizzato la sua prima prova da regista per la docuserie Una squadra con dichiarazioni tipo: «Ma sai, è più di trent’anni che lavoro da produttore, se avessi avuto come obiettivo fare la regia l’avrei già fatto anni e anni fa. […] L’intenzione, con Una squadra,Continua a leggere “Una squadra e gli scherzi di montaggio di Procacci”

78esima Mostra del cinema / 3: i film che mi sono piaciuti

Film menzionati: Il buco, È stata la mano di Dio, Ariaferma, Californie, Shen Kong Oggi mi dedico ai film che mi sono piaciuti di più, a cominciare dal mio favorito, Il buco (no link al trailer perché non c’è. È un’intervista). Si tratta di un film quasi caravaggesco per il modo in cui Michelangelo FrammartinoContinua a leggere “78esima Mostra del cinema / 3: i film che mi sono piaciuti”

Dalla famiglia Loud a Euro2020

Nella 5a puntata della musical-docu-serie 1971 L’anno in cui la musica ha cambiato tutto si parla lungamente di An american family, una sorta di real show ante litteram in cui per qualche mese, nel 1971, le telecamere si insediarono a casa della famiglia Loud di Santa Barbara registrandone la quotidianità di normale famiglia americana. IgnoravoContinua a leggere “Dalla famiglia Loud a Euro2020”

Andrew Jarecki, scacco matto alla realtà

Il 17 maggio p.v. comincerà il processo a Robert Durst, multimiliardario newyorkese ormai 78enne che 40 anni fa ha molto probabilmente assassinato almeno tre persone fra cui la moglie ma che non è mai stato indagato per nulla proprio in quanto multimiliardario. Di per sé sarebbe una truce vicenda umana di cui sarebbe triste doversiContinua a leggere “Andrew Jarecki, scacco matto alla realtà”

Boyhood, un film ai confini della realtà

Si è creato qualcosa di paradossale in Boyhood. L’overdose di verosimiglianza ha ucciso l’immedesimazione anziché produrne di ulteriore. Crescendo, ingobbendosi, imbruttendosi e poi diventando un bell’adolescente tenebroso, Mason e il suo naso si sono impadroniti del film. E insieme a lui se ne sono impossessati gli altri personaggi. Boyhood è, in effetti, il film più pirandellianoContinua a leggere “Boyhood, un film ai confini della realtà”