Venezia 80.3: i freak

Premesso che queste macrocategorie sono del tutto pretestuose trattandosi di tematiche generalissime, procediamo con il secondo blocco di film che hanno come protagonisti le creature strambe, i freak. Chiaramente anche questa seconda categoria ha come capofila il Leone d’oro Poor things, di cui abbiamo già parlato. Non è un caso che il film di Lanthimos spicchi in più direzioni: è un film di carattere.


Un altro film freak è Dogman di Luc Besson, interpretato da Caleb Landry Jones, uno che sapete chi è anche se non lo conoscete e che qui ha tentato il colpaccio dell’interpretazione magistrale. Ma, soprattutto, l’“uomo dei cani” è l’ultima delle creature strambe e commoventi di Luc Besson: mi basta vedere un fotogramma di Nikita e mi salgono i lacrimoni (tra l’altro sta circolando su Iris in questi giorni) ma anche Christopher Lambert coi capelli ossigenati è un punto fermo del grande schermo. Non credo sarà lo stesso per il personaggio di Caleb Landry Jones e mi chiedo perché: il film è molto bello e l’interpretazione è efficace, ma forse affinché un film e un personaggio trascendano la dimensione terrena ci vuole anche un quid non razionalizzabile, ci vuole un incastro di tempismi e coincidenze, chissà. Comunque consiglio caldamente di vederlo quando uscirà. Non vi pentirete.


Sono senza dubbio freak anche i personaggi di The Palace di Polanski, molto criticato. La storia la sapete: il film nasce come presa in giro della clientela che popola l’hotel svizzero frequentato dal regista. È un film che fa satira trash, con ampio utilizzo di grossolanità varie (feci, volti sformati dalla chirurgia estetica ecc.) tanto da sembrare in più di un’occasione un film di Neri Parenti. È un film cattivello al di là dell’apparenza ridanciana ma non è ben chiaro il bersaglio: con chi se la sta prendendo Polanski? Con i privilegiati? Con i parvenu? Con l’epoca contemporanea? O con sé stesso? Si spiegherebbe così quel finale tanto sciocco quanto inutile, che potrebbe essere l’ultima scena della sua filmografia.


Definirei freak anche il film Daaaaaali! di Quentin Dupieux (di questo film non c’è ancora il trailer quindi linko un commento del regista), divertente esperimento di film-omaggio a Salvador Dalí. Il cinema surrealista d’alto lignaggio risiede altrove, è bene mettere le mani avanti, ma questo film non ambisce che a inventare e divertire e ci riesce perfettamente.

El Conde. Jaime Vadell in El Conde. Cr. Pablo Larrain / Netflix © 2023

Restando in ambito surrealista (d’ambito latino americano), sono freak anche i protagonisti di El conde di Pablo Larraín (già su Netflix), che continua a prendere ispirazione da personaggi realmente esistiti. Stavolta è Pinochet, che Larraín sceglie di affrontare in modo diretto diversamente da quanto fatto in passato in No, i colori dell’arcobaleno o Post mortem, in cui il dittatore aleggiava come diabolus ex machina. Qui è incontrastato protagonista ma, come se fosse impossibile per Larraín inquadrarlo/rispecchiarlo come essere umano, allora lo trasforma in vampiro.


Messe di vampiri quest’anno: si vede che è la moda come l’anno scorso i cannibali. Oltre alla protagonista di Vampire humaniste cherche suicidaire consentant che ho menzionato nel resumé precedente, si è visto un altro giovane vampiro francese in En attendant la nuit di Céline Rouzet, il meno originale fra i tre vampiri veneziani, l’utilizzo meno sorprendente della natura vampiresca. Ma la vicenda è raccontata con sensibilità e soprattutto nel film c’è Elodie Bouchez che non vedevo da 25 anni e che si porta l’età meglio di me ❤


L’ultimo film freak che menziono è Ser ser salhi (Città del vento) della regista mongola Lkhagvadulam Purev-Ochir, interpretato dal giovane Tergel Bold-Erdene che si è aggiudicato il premio per la migliore interpretazione di Orizzonti. In nuce, la storia è sempre la solita ossessione cinese sul rapporto fra passato e presente. Qui la dialettica è messa in scena attraverso un giovane che riveste il ruolo di sciamano per la sua comunità e al contempo va a scuola come tutti i suoi coetanei.

Qui finisce la rassegna dei freak. La prossima categoria che tratterò sarà Le storie d’amore (tante! Evviva!). (Pessima questa idea di procedere per categorie. Resterà fuori una messe di film che recupererò in un post scategorizzato).

Pubblicato da Fedefunk

Per lavoro scrivo di viaggi, nel tempo libero viaggio con i film

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