Su Raiplay c’è un documentario di Wilma Labate intitolato Arrivederci Saigon che racconta una vicenda cui si fatica a credere: è la storia delle Stars, una ignota band musicale femminile toscana che alla fine degli anni ’60 venne inopinatamente spedita in Vietnam per qualche mese a suonare per i soldati Usa. Ogni aspetto di questa vicenda è surreale, sia che lo si guardi da un punto di vista storico, musicale o di costume.

A me intriga l’aspetto cinematografico giacché l’abbinata Vietnam&rocknroll vanta un lungo pedigree cinematografico e non c’è film sul Vietnam che non mostri dei soldati che si rinfrancano lo spirito (e palesano la propria età imberbe) dimenandosi intorno a una radiolina.
Da questo punto di vista, dunque, Arrivederci Saigon strappa o quantomeno buca il velo di Maya aka il sipario aka lo schermo su un certo immaginario cinematografico riportandolo al livello zero di proiezione e disinnescandolo.
Sulla vicenda c’è anche un libro (da cui Labate ha tratto l’idea) scritto da Daniela Santerini, una delle componenti del gruppo, e edito da Youcanprint: incredibile che un libro così sia in self publishing ma questo è un altro discorso.